Consigliere di parità, Lecce firma il Manifesto di difesa
28/04/2026
La Provincia di Lecce ha sottoscritto oggi, nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini, un Manifesto per la difesa della rete territoriale delle consigliere e dei consiglieri di parità, chiamando istituzioni, amministratori, commissioni pari opportunità, sindacati e associazioni a una posizione comune contro il possibile ridimensionamento dei presìdi locali attivi nella tutela dei diritti sul lavoro.
La Provincia rilancia l’impegno assunto in Consiglio
L’iniziativa è stata promossa dal presidente Fabio Tarantino e dà seguito all’ordine del giorno approvato dal Consiglio provinciale il 31 marzo scorso. Al centro della conferenza è stato posto il futuro della rete territoriale delle consigliere di parità, considerata dalla Provincia un presidio concreto per il contrasto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro, la promozione delle pari opportunità e la tutela di lavoratrici e lavoratori.
All’incontro sono intervenute la consigliera di parità della Provincia di Lecce Antonella Pappadà, la consigliera provinciale delegata alle Pari opportunità Loredana Tundo, la presidente della Commissione Pari opportunità provinciale Anna Toma e la consigliera regionale Loredana Capone. Presente anche il capo di Gabinetto della Provincia, Roberto Merenda.
Il documento è stato firmato da rappresentanti delle commissioni pari opportunità provinciali e comunali, amministratori locali, sindacati, associazioni e organismi professionali. Tra i sottoscrittori figurano anche esponenti dei Comuni di Minervino di Lecce, Taurisano, Salice Salentino, Martignano, Martano e Racale, insieme a rappresentanti di Cgil, Cisl, Confimprese Salento e Creis ETS.
Il nodo dello schema di decreto legislativo 382
Il Manifesto nasce dopo la presentazione dello schema di decreto legislativo n. 382, collegato all’attuazione delle direttive europee 2024/1499 e 2024/1500 sugli organismi per la parità. Le direttive puntano a rafforzare l’efficacia e l’indipendenza degli organismi competenti, migliorando l’accesso alla tutela per le vittime di discriminazione.
Secondo la Provincia e i firmatari, però, il testo del decreto rischia di produrre un effetto opposto sul piano territoriale. Lo schema prevede infatti l’istituzione di un Organismo nazionale per la parità, l’abrogazione del Capo IV del Codice delle pari opportunità, relativo alle consigliere e ai consiglieri di parità territoriali, e la possibilità per gli enti locali di istituire sezioni territoriali del nuovo organismo.
La preoccupazione espressa nel documento riguarda la possibile perdita di una rete già radicata nei territori, impegnata nella prevenzione delle discriminazioni, nella promozione dell’occupazione femminile, nella conciliazione tra vita lavorativa e familiare e nell’assistenza di prossimità a chi subisce disparità sul lavoro.
L’appello alle istituzioni nazionali
Il Manifesto chiede alle istituzioni nazionali di integrare lo schema di decreto, salvaguardando la rete territoriale esistente e prevedendo sezioni permanenti composte dalle attuali consigliere e dagli attuali consiglieri di parità. I firmatari chiedono inoltre che siano mantenute funzioni e competenze previste dal decreto legislativo n. 198/2006, almeno nella fase transitoria e fino alla piena definizione della nuova disciplina.
Nel documento viene chiesto anche di garantire fondi, personale dedicato e autonomia funzionale, affinché gli organismi territoriali possano continuare a offrire assistenza alle vittime di discriminazione, attività di conciliazione e mediazione, promozione delle pari opportunità nel mercato del lavoro e collaborazione con istituzioni, parti sociali e imprese.
La posizione sottoscritta a Lecce respinge ogni ipotesi di accentramento o depotenziamento della rete locale. Per la Provincia, la parità di trattamento e la tutela del lavoro restano diritti effettivi solo quando esistono presìdi operativi, accessibili e vicini ai cittadini.
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