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Dal carcere al teatro: a Lecce il progetto Papillon arriva sul palco del Paisiello

17/04/2026

Dal carcere al teatro: a Lecce il progetto Papillon arriva sul palco del Paisiello

Il passaggio dal carcere al palcoscenico non è soltanto uno spostamento fisico, ma rappresenta una trasformazione profonda del senso stesso del fare teatro. A Lecce, questa trasformazione prende forma concreta con lo spettacolo “I prossimi e l’ultimo non chiuda la porta”, in scena al Teatro Paisiello, dove la compagnia Papillon Teatro porta davanti al pubblico cittadino un lavoro nato all’interno della Casa Circondariale e sviluppato nel tempo come esperienza artistica e umana condivisa.

L’appuntamento segna una tappa significativa di un percorso avviato negli anni scorsi, che ha visto il teatro entrare negli spazi detentivi non come semplice attività ricreativa, ma come strumento di espressione, confronto e costruzione di consapevolezza. Il debutto in un teatro cittadino introduce un elemento nuovo: il dialogo diretto con la comunità, che diventa parte attiva di un racconto capace di attraversare confini spesso percepiti come invalicabili.

Un progetto che supera le mura del carcere

La compagnia Papillon Teatro, composta da detenuti, arriva sul palco del Paisiello dopo un percorso strutturato che ha trovato nel lavoro teatrale un linguaggio capace di restituire dignità, responsabilità e possibilità di relazione. Lo spettacolo, presentato nei giorni scorsi in commissione consiliare Cultura, si inserisce in una linea di continuità con quanto già realizzato all’interno della struttura carceraria, dove era stato messo in scena un primo lavoro destinato a un pubblico ristretto.

Portare questo progetto all’esterno significa aprire una prospettiva diversa, nella quale il teatro diventa uno spazio condiviso, accessibile, capace di mettere in comunicazione esperienze e vissuti che raramente trovano occasione di incontro. È proprio su questo passaggio che si concentra il valore dell’iniziativa: il superamento simbolico delle barriere, accompagnato da un confronto diretto tra chi vive il carcere e chi osserva da fuori.

La presidente della commissione Cultura, Sofia Lupo, ha sottolineato come questo sviluppo rappresenti un naturale avanzamento di un percorso già avviato, ma anche un momento di apertura che rafforza il legame tra istituzioni, operatori culturali e cittadinanza. Il teatro, in questo contesto, si configura come uno strumento concreto di connessione, capace di restituire complessità e profondità a storie spesso ridotte a semplificazioni.

Teatro e inclusione, un percorso costruito nel tempo

Alla base del progetto c’è un lavoro costante, portato avanti da anni da Franco Ungaro e Lorenzo Paladini, rispettivamente direttore e co-direttore dell’Accademia Mediterranea dell’Attore. Il loro intervento non si limita alla dimensione tecnica della messa in scena, ma coinvolge la costruzione di un percorso educativo e relazionale, in cui il teatro diventa uno spazio di crescita personale e collettiva.

Fondamentale, in questo contesto, è anche il contributo della direttrice della Casa Circondariale, Maria Teresa Susca, il cui lavoro quotidiano rende possibile l’apertura del carcere a progetti di questo tipo, spesso complessi da organizzare ma capaci di produrre effetti concreti sul piano umano e sociale. La regia affidata a Miriana Moschetti completa un quadro in cui competenze artistiche e attenzione educativa si intrecciano in modo coerente.

L’inserimento dello spettacolo nella stagione teatrale promossa dal Comune di Lecce e da Puglia Culture, con la produzione di AMA, conferisce ulteriore rilievo all’iniziativa, collocandola all’interno di una programmazione ufficiale e riconoscendone il valore culturale a pieno titolo.

Il risultato è un’esperienza che invita a guardare oltre le categorie consuete, lasciando emergere il teatro come luogo di incontro reale, dove le storie personali si intrecciano con quelle collettive e dove la scena diventa uno spazio in cui rimettere in discussione distanze, ruoli e percezioni. In questo equilibrio delicato tra arte e vita, il progetto Papillon trova la sua forza più autentica.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.