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Lecce celebra la sua storia con una moneta tra Roma e Barocco

20/04/2026

Lecce celebra la sua storia con una moneta tra Roma e Barocco

Un oggetto piccolo, destinato a circolare e a passare di mano in mano, può diventare un racconto stratificato di storia, identità e visione futura. Lecce sceglie proprio questo linguaggio per presentarsi e riflettere su sé stessa attraverso una moneta celebrativa che mette in dialogo due anime della città, quella romana e quella barocca. L’appuntamento è fissato per il 20 aprile 2026 al Teatro Apollo, luogo simbolico che accoglierà una giornata costruita come momento di restituzione culturale e di confronto.

L’iniziativa nasce su impulso dell’amministrazione comunale e si inserisce in una prospettiva più ampia, che guarda alla valorizzazione del patrimonio come leva per consolidare un’identità riconoscibile e condivisa. La moneta viene presentata come un “conio della memoria”, un’espressione che richiama non soltanto la dimensione estetica, ma anche quella simbolica e narrativa.

Una moneta come sintesi visiva della città

Il progetto porta la firma dell’architetto Alfredo Foresta, che ha immaginato la moneta come uno spazio di sintesi in cui convivono elementi architettonici e riferimenti storici capaci di restituire la complessità di Lecce. L’arte romana e quella barocca non vengono accostate in modo decorativo, ma pensate come due livelli che si richiamano e si completano, suggerendo una continuità che attraversa i secoli.

Il valore di questo tipo di iniziative risiede proprio nella capacità di rendere accessibile il patrimonio, traducendolo in un oggetto che può essere osservato, collezionato e interpretato. La moneta diventa così uno strumento di divulgazione, ma anche un segno tangibile che accompagna il racconto della città oltre i suoi confini geografici.

Nel corso della presentazione, lo stesso Foresta illustrerà il concept progettuale, soffermandosi sulle scelte formali e sui richiami simbolici che hanno guidato la realizzazione. Un percorso che si intreccia con la dimensione istituzionale, rappresentata dalla presenza dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, chiamato a dare concretezza tecnica a un’idea che nasce come riflessione culturale.

Un evento tra istituzioni, visione e coinvolgimento dei giovani

La giornata al Teatro Apollo sarà scandita da interventi che mettono insieme livelli diversi di lettura. Dopo l’introduzione affidata al giornalista Marco Renna, interverranno le principali figure istituzionali del territorio, tra cui la sindaca Adriana Poli Bortone, il prefetto Natalino Domenico Manno, il rappresentante della Soprintendenza Antonio Zunno e il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Mario Trifiletti.

All’interno del programma trova spazio anche una riflessione più ampia sul futuro della città, con l’intervento della sindaca dedicato al tema “Lecce città euromediterranea 2050”, che colloca l’iniziativa in una prospettiva strategica e non soltanto celebrativa. A questo si affianca il contributo del presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Perrone, che affronterà il significato istituzionale e simbolico della moneta come espressione di valore pubblico.

Un elemento significativo riguarda la partecipazione degli studenti, coinvolti direttamente nell’evento. La loro presenza non ha un valore formale, ma rappresenta un passaggio importante nel rapporto tra memoria e nuove generazioni, chiamate a interpretare e a proiettare nel futuro il patrimonio culturale ricevuto.

Le conclusioni affidate all’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta chiuderanno un incontro che si muove tra dimensione civile e culturale, in cui la moneta assume il ruolo di simbolo condiviso. Non un semplice oggetto celebrativo, ma un dispositivo narrativo che invita a riconoscere nella stratificazione storica della città una risorsa ancora capace di parlare al presente.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.