Lecce restituisce nuova vita all’ex stazione Agip: diventa infopoint turistico
15/04/2026
A Lecce un edificio che per decenni ha accompagnato il paesaggio urbano senza più una funzione reale torna oggi a occupare un posto preciso nella vita della città. L’ex stazione Agip di Porta Napoli, realizzata nel 1952 su progetto di Mario Bacciocchi e chiusa definitivamente nel 2005, è stata inaugurata come nuovo infopoint turistico, al termine di un intervento di recupero che ha scelto di non cancellare il passato dell’immobile, ma di farne il punto di partenza per una nuova destinazione pubblica.
Il manufatto, piccolo ma fortemente riconoscibile, sorge in uno dei punti più delicati e rappresentativi dell’ingresso monumentale alla città. La sua presenza, a pochi passi dall’obelisco di Porta Napoli, lo rende da sempre qualcosa di più di una semplice ex stazione di servizio: è un frammento di architettura del Novecento che racconta una stagione precisa dell’Italia, del design industriale e del rapporto tra modernità, mobilità e spazio urbano.
Un restauro che preserva la memoria architettonica del luogo
L’intervento di riqualificazione, avviato dal Comune di Lecce nel 2021 e curato dall’architetto Andrea Mantovano, è stato condotto con un criterio filologico, seguendo una linea di restauro conservativo rispettosa delle caratteristiche originarie dell’opera. Non si è trattato, quindi, di una semplice ristrutturazione funzionale, ma di un lavoro costruito sulla conoscenza dell’edificio, sulla tutela dei suoi elementi distintivi e sulla loro valorizzazione in una nuova funzione aperta alla città e ai visitatori.
Le linee dell’edificio, il disegno delle finestre, la configurazione esterna e la qualità della pensilina sono stati mantenuti, così come è stato recuperato il rivestimento in tessere di grès del prospetto, riportato alla luce e integrato dove necessario. Anche il sistema originario di raccolta e deflusso delle acque piovane è stato ripristinato, con una soluzione che oggi servirà anche per l’irrigazione delle aree verdi vicine. Sul piano strutturale sono stati eseguiti adeguamenti statici e sismici, in particolare sulle travi della pensilina, così da garantire sicurezza e continuità d’uso a un edificio sottoposto a vincolo culturale dal 2016.
Il progetto, sostenuto da un finanziamento PNRR di 1,1 milioni di euro nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana, ha ricevuto anche un importante riconoscimento nazionale: è stato infatti selezionato in un bando promosso dalla Soprintendenza di Venezia insieme all’Ordine degli Architetti di Venezia, dedicato ai migliori interventi di tutela e rifunzionalizzazione delle architetture del XX secolo.
Nuova funzione pubblica e attenzione all’accoglienza contemporanea
All’interno, l’ex stazione Agip è stata ripensata per accogliere i visitatori senza perdere il carattere del luogo. Gli ambienti sono stati organizzati in tre aree funzionali, cui si aggiungono i servizi igienici per personale e utenza, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone con disabilità. Sono stati realizzati anche un bookshop e un’area panoramica affacciata sulla curva verso via Taranto, mentre la pavimentazione industriale e le scelte cromatiche interne richiamano volutamente l’identità originaria dell’edificio e gli stilemi degli anni Cinquanta.
Arredi, illuminazione e pannelli didattici dedicati alla storia della struttura e al suo progettista accompagnano questa trasformazione, che riesce a tenere insieme memoria e utilità pubblica. Anche gli spazi esterni sono stati ripensati in funzione della nuova destinazione: l’aiuola è stata arricchita con essenze adatte al clima mediterraneo, sono state inserite sedute, cestini, una piccola fontana, un parcheggio riservato agli utenti con disabilità e colonnine di ricarica per bici e auto elettriche.
Il risultato è un’operazione urbana che restituisce alla città non soltanto un edificio recuperato, ma un simbolo capace di attraversare il tempo senza perdere significato. L’ex stazione Agip torna così a essere un punto di riferimento, non più per il rifornimento dei veicoli, ma per l’accoglienza, l’orientamento e il racconto di Lecce attraverso uno dei suoi luoghi più singolari e meno scontati.
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